top of page

CARDIOLOGIA

Principali errori medici nella cardiologia

sos-cuore_color_edited.png

Cos'è la cardiologia 

La cardiologia è la branca della medicina che si occupa del cuore e del sistema cardiocircolatorio, in condizioni normali o patologiche; essa studia gli aspetti anatomici, funzionali, fisiopatologici e affronta anche altri importanti aspetti quali la diagnosi, la prevenzione ed il trattamento delle patologie cardiovascolari.

Principali errori medici

in cardiologia

icona_Tavola disegno 1.png
  • Omessa diagnosi di Infarto del miocardio

  • Omessa diagnosi di Dissecazione dell’aorta

  • Danni per errato intervento di Bypass

  • Infezioni post intervento di pacemaker e altri dispositivi cardiaci comprese le valvole

  • Endocardite e/o pericardite post intervento di cardiochirurgia

  • Omessa diagnosi di pervietà del dotto di Botallo; errate prescrizioni farmacologiche di anticoagulanti e/o antiaggreganti che hanno condotto a fibrillazione, aritimia, arresto cardiaco

background-logo-sos.png

Ecco  alcuni casi affrontati con successo da noi

dissecazione.png

CARDIOLOGIA

Caso di omessa diagnosi di dissecazione aortica

Danno Subito

I prossimi congiunti di Luca (coniuge e figlia, entrambe conviventi) hanno subito un danno da perdita/lesione del rapporto parentale (danno non patrimoniale) oltre al danno da perdita reddituale, poiché Luca contribuiva con il suo reddito al soddisfacimento dei bisogni della famiglia (danno patrimoniale da lucro cessante).

Storia

Risarcimento

Risarcimento: 700.000,00 Euro

Si sono rivolte allo studio le eredi di un uomo cinquantenne il quale, durante l’orario di lavoro, ha accusato forti dolori al petto e nella parte posteriore della spalla. Trasportato al Pronto Soccorso, i sanitari hanno proceduto alla raccolta anamnestica (modalità e tempi di insorgenza del dolore, patologie pregresse, etc.) ed eseguito un elettrocardiogramma, risultato negativo per infarto del miocardio, così come negativi sono risultati i valori delle troponine ad alta sensibilità. Lievemente aumentato appariva invece il D-Dimero. È stata eseguita anche una radiografia del torace in due proiezioni, che evidenziava una lieve ectasia dell’aorta ascendente. Il paziente è rimasto in osservazione per alcune ore, sottoponendosi, da ultimo, a una visita specialistica cardiologica che, oltre a confermare l’aumentato volume (ectasia) della radice aortica, non evidenziava ulteriori criticità, formulando la diagnosi di “precordialgia atipica”, sulla base della quale l’uomo veniva dimesso dall’ospedale. Rientrato sul luogo di lavoro, dopo circa un paio d’ore dalla dimissione, Luca si accasciava al suolo davanti ai propri colleghi, i quali chiamavano prontamente i soccorsi che, nonostante il tempestivo intervento, non potevano fare altro che constatarne il decesso. A seguito dell’autopsia disposta dalla Procura della Repubblica, la causa della morte veniva individuata nel tamponamento cardiaco secondario a dissecazione dell’aorta ascendente. Instaurato il giudizio per responsabilità medico-professionale nei confronti dei sanitari del Pronto Soccorso, i Consulenti Tecnici d’Ufficio hanno accolto le nostre difese, rilevando che i medici dell’ospedale non avevano correttamente applicato le linee guida vigenti in materia di “dolore toracico”, le quali prevedono che gli accertamenti diagnostici debbano escludere, oltre all’infarto del miocardio, anche l’embolia polmonare e la dissecazione dell’aorta nell’ambito della diagnosi differenziale. Considerato che erano presenti elementi clinici rilevanti, quali l’ectasia della radice aortica, tali da rendere necessario un ulteriore approfondimento diagnostico mediante ecografia transesofagea, è stato riconosciuto che tale esame avrebbe potuto, con elevato grado di probabilità, evidenziare l’inizio della dissecazione aortica (creazione del cosiddetto secondo lume). È stato quindi accertato che, qualora il paziente fosse stato sottoposto tempestivamente a intervento chirurgico, avrebbe avuto elevate probabilità di sopravvivere, secondo il principio del “più probabile che non”. La sentenza si è conformata alle risultanze della CTU, condannando la Struttura Sanitaria al risarcimento del danno.

Raccontaci il tuo caso

Riempi il modulo e descrivici l'accaduto. Ti contatteremo rapidamente per esaminare ulteriormente la situazione.

A presto!

  • Whatsapp
  • Whatsapp
bottom of page