INFEZIONI OSPEDALIERE
Principali errori nella strutture ospedaliere

Cosa si intende per infezioni nosocomiali o ospedaliere
Le infezioni nosocomiali, comunemente note come infezioni ospedaliere, rappresentano oggi una delle complicanze più gravi e frequenti nell'ambito della malasanità, colpendo numerosi pazienti durante i periodi di ricovero all'interno di strutture sanitarie pubbliche o cliniche private.
Dal punto di vista clinico e medico-legale, si definiscono tali tutte quelle patologie scatenate da agenti patogeni (spesso batteri multiresistenti, come i cosiddetti "superbatteri") che colpiscono il soggetto durante la permanenza all'interno della struttura ospedaliera, generalmente entro le prime settantadue ore dal ricovero.
Molto spesso, questi gravi eventi avversi derivano da un'errata, imprecisa o del tutto assente disinfezione del sito chirurgico, trasformandosi in pericolose complicanze che compromettono il quadro clinico del paziente, allungano i tempi di degenza e, nei casi più severi, possono avere esiti fatali.
Principali cause delle infezioni ospedaliere
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Le cause alla base della contrazione di questi batteri in corsia sono molteplici e, nella stragrande maggioranza dei casi, riconducibili a palesi episodi di negligenza sanitaria o a gravi carenze strutturali dei reparti.
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Il presupposto fondamentale per richiedere un risarcimento danni per infezione ospedaliera risiede spesso nell'omessa o incompleta applicazione dei rigorosi protocolli per il contrasto delle Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA).
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Quando i professionisti legali indagano sulle responsabilità della struttura, emergono frequentemente gravissime mancanze igieniche, come la mancata sterilizzazione dello strumentario chirurgico o del tavolo operatorio. Altrettanto determinanti per la proliferazione batterica sono le carenze strutturali, tra cui spiccano le inefficienze negli impianti di ricircolo e filtrazione dell’aria, specialmente all'interno di ambienti sterili come le sale operatorie o i reparti di terapia intensiva.
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Il fattore umano e l'inosservanza delle più basilari norme igieniche giocano un ruolo cruciale nella diffusione delle infezioni. L'inadempienza nell'utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) da parte di medici e infermieri, unita al mancato lavaggio delle mani degli operatori sanitari, rappresentano purtroppo cause scatenanti ancora oggi inaccettabilmente diffuse.
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Questi comportamenti colposi portano all'insorgenza di severe infezioni intraoperatorie, contratte direttamente sul tavolo operatorio durante l'intervento chirurgico, o di infezioni postoperatorie che si manifestano e aggravano nei giorni successivi all'operazione.
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Un capitolo particolarmente delicato, per l'altissimo grado di danno biologico e funzionale arrecato al paziente, è rappresentato dalle infezioni delle protesi ortopediche, complicanze che molto spesso costringono la vittima a subire nuovi, dolorosi e invasivi interventi chirurgici per la rimozione e la sostituzione dell'impianto infetto.
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Infine, la responsabilità della struttura sanitaria viene frequentemente aggravata dalla gestione medica successiva al contagio: un'errata o carente cura antibiotica dell'infezione, dovuta alla mancata tempestività nell'isolare l'agente patogeno, configura un ulteriore e gravissimo profilo di colpa medica per omissione terapeutica, fondamentale ai fini dell'ottenimento della giusta tutela risarcitoria.
