Errore medico per perforazione intestinale durante colonscopia
Risarcimento
120.000€
Danno Subito
Il danno patito dalla paziente si configura come un grave e complesso danno non patrimoniale, nello specifico un danno biologico, che si articola in diverse componenti pienamente risarcibili secondo la giurisprudenza.
Tra queste rientrano l'inabilità temporanea, necessaria per affrontare i lunghi periodi di ricovero e di convalescenza, e il danno estetico permanente, causato dai vistosi esiti cicatriziali dei multipli interventi subiti.
A ciò si aggiunge un severo danno funzionale derivante dai disturbi cronici dell'alvo e dalle aderenze addominali.
Infine, in sede di valutazione medico-legale, è stato ampiamente riconosciuto il danno psichico e morale, diagnosticato come sindrome post-traumatica e stato d'ansia scaturiti dal trauma clinico vissuto dalla paziente in corsia.

La Storia
Il team di avvocati e medici legali di SOS Malasanità ha assistito con successo la signora Maria, vittima di un palese e grave caso di colpa medica.
A causa di episodi ricorrenti di rettorragia, la paziente si era recata presso una struttura ospedaliera per sottoporsi a una colonscopia diagnostica di routine, seguendo la rigorosa prescrizione del proprio medico curante e dello specialista gastroenterologo.
Durante l'esecuzione dell'esame endoscopico, una volta giunti a livello del sigma distale, l'operatore sanitario ha interrotto bruscamente la procedura per una sospetta perforazione del viscere. La gravità e l'urgenza della situazione clinica hanno richiesto l'intervento immediato del radiologo e dell'équipe di chirurgia addominale. È stato quindi disposto un ricovero d'urgenza con una diagnosi di accettazione inequivocabile, ovvero una perforazione iatrogena del colon discendente in corso di RSCS (Retto Sigmoido Colonscopia). Si è trattato di un evidente episodio di imperizia medica occorso durante la normale prestazione sanitaria.
A causa di questa grave complicanza chirurgica, la signora Maria è stata costretta ad affrontare un vero e proprio calvario clinico. Inizialmente, ha dovuto subire un intervento salvavita di resezione del colon con confezionamento di una stomia, comunemente nota come sacchetto, una procedura d'emergenza necessaria per scongiurare un imminente e potenzialmente letale stato settico. Successivamente, la paziente si è sottoposta a un secondo intervento per la ricanalizzazione del colon, il quale ha purtroppo generato un laparocele, un'ernia incisionale di grave entità. Per risolvere quest'ulteriore problematica, è stato indispensabile un terzo e invasivo intervento di addominoplastica con l'inserimento di una rete contenitiva.
Nonostante le tre operazioni chirurgiche, la paziente riporta oggi danni permanenti e invalidanti. Tra questi figurano disturbi all'alvo, esiti cicatriziali profondamente deturpanti e dolorose aderenze. A questo quadro fisico già complesso si somma un grave danno psicologico da malasanità, individuabile in un marcato stato ansioso persistente, frequenti attacchi di panico e una conclamata sindrome post-traumatica da stress (PTSD).
Per tutelare i propri diritti e ottenere il giusto risarcimento danni per errore medico, Maria ha scelto di affidarsi all'esperienza dello studio legale di SOS Malasanità. I nostri professionisti hanno tempestivamente instaurato un'azione risarcitoria mirata. All'esito del giudizio, la Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) disposta dal Tribunale ha inequivocabilmente confermato l'imperizia e la negligenza del medico nell'esecuzione della colonscopia, accertando formalmente e in via definitiva il nesso di causalità tra l'errata prestazione ospedaliera e l'ingente danno biologico subito dalla nostra assistita.
