Telemedicina e diagnosi a distanza: quando l’errore viaggia online

La digitalizzazione della sanità ha subito un’accelerazione straordinaria negli ultimi anni, rendendo i televisiti e i telemonitoraggi pratiche quotidiane. Tuttavia, la medicina a distanza non è priva di rischi. Se da un lato accorcia le distanze, dall'altro l'assenza di un esame obiettivo diretto (la classica visita medica in presenza) può indurre in errore anche il professionista più esperto.
Secondo le prime stime dell'AGENAS sui servizi digitali sanitari, circa il 12% delle televisite specialistica mostra criticità legate a una parziale o errata percezione dei sintomi da parte del medico, dovuta ai limiti del mezzo tecnologico.
I rischi più frequenti nella sanità digitale includono:
Mancata rilevazione di segni clinici visibili o riscontrabili solo tramite palpazione o auscultazione.
Errori di prescrizione causati da una documentazione digitale incompleta o non aggiornata sul fascicolo sanitario elettronico.
Sottovalutazione dei sintomi d'urgenza, scambiati per disturbi minori a causa di una comunicazione filtrata dallo schermo.
Malfunzionamento dei dispositivi di telemonitoraggio (es. cardiofrequenzimetri o sfigmomanometri connessi) che inviano dati alterati.
La Cassazione e le linee guida sulla digital health sono chiare: la responsabilità penale e civile del medico non diminuisce solo perché la visita avviene online. Il professionista ha il dovere di interrompere la televisita e pretendere un controllo in presenza se il quadro clinico non è perfettamente chiaro.
Se hai subito un peggioramento a causa di una diagnosi errata formulata a distanza, hai il diritto di richiedere i log della connessione, il verbale della televisita e procedere a una verifica medico-legale.
Fonti:
AGENAS – Monitoraggio nazionale sulla Telemedicina
Ministero della Salute – Linee di indirizzo nazionali per la Telemedicina
FNOMCeO – Raccomandazioni sul dovere di diligenza nella sanità digitale




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