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Garze dimenticate in sala operatoria: quando l'errore è "nero su bianco"

  • franconi4
  • 9 mar
  • Tempo di lettura: 1 min

In chirurgia esistono i cosiddetti "Eventi Sentinella", ovvero errori gravissimi che non dovrebbero mai verificarsi se venissero seguiti i protocolli. Tra i più comuni vi è la ritenzione di materiale estraneo: garze o strumenti dimenticati nel corpo del paziente.


Recentemente, un paziente operato all'addome ha manifestato febbre alta e dolori acuti durante la convalescenza. I medici avevano inizialmente archiviato il caso come una banale influenza post-operatoria. Solo dopo settimane, una TAC ha rivelato la verità: una garza chirurgica era stata dimenticata nella cavità addominale, causando un'infezione che avrebbe potuto portare alla sepsi.


A differenza di diagnosi complesse, la presenza di un oggetto estraneo è una colpa oggettiva e incontestabile. Di fronte a una prova radiografica "parlante", le assicurazioni ospedaliere preferiscono spesso la transazione stragiudiziale: un accordo economico rapido che evita anni di causa in tribunale, garantendo al paziente un risarcimento in tempi record.


Subire un danno per negligenza è una violazione del diritto alla salute. La legge italiana stabilisce che, se viene dimostrata l'imprudenza o l'imperizia dei sanitari, la vittima ha il diritto inalienabile di ottenere un risarcimento integrale per i danni fisici, psicologici e per le spese mediche necessarie a rimediare all'errore.


FONTI

Ministero della Salute: Raccomandazione n. 2 per prevenire la ritenzione di materiali nel sito chirurgico.

WHO: Surgical Safety Checklist (Protocollo internazionale di sicurezza).

Corte di Cassazione: Orientamenti sulla responsabilità della struttura per "res ipsa loquitur" (il fatto parla da sé).

Legge Gelli-Bianco (L. 24/2017): Responsabilità civile delle strutture sanitarie.

 
 
 

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